
Contro coloro che vogliono svendere la nostra terra!
Basta speculazioni sui nostri fiumi!
Non mancare!

Contro coloro che vogliono svendere la nostra terra!
Basta speculazioni sui nostri fiumi!
Non mancare!

Oltre un centinaio di persone si sono radunate nella frazione bellunese di Camolino per partecipare alla conferenza stampa promossa dal comitato Acqua Bene Comune contro il progetto di Enel, in partnership con la società En&En, che prevede la realizzazione di una mega centrale idroelettrica sul torrente Mis. Una conferenza stampa inusuale, che si è svolta nel terreno in cui i progettisti hanno previsto di collocare l’inizio della condotta forzata che attraverserà quattro diversi Comuni, prima di rilasciare, 11 kilometri più a valle in località Busche (BL), l’acqua prelevata a Camolino. La condotta avrà una portata massima di 50 mc/s di acqua per una produzione elettrica annua di 90 gigawatt. Si tratta di un’opera di grande impatto ambientale, come dimostrano i 600 mila metri cubi di materiale che verrà scavato con l’utilizzo di una tunnel boring machine (TBM), una mega talpa che realizzerà un tunnel di 5,80 m di diametro nel quale verrà collocata la condotta. Oltretutto, in alcune zone, anche in prossimità di abitazioni, si passerà ad uno scavo di tipo “tradizionale” , ovvero con l’utilizzo di mine.
Questi sono solo alcuni dei numeri che emergono dal progetto, cifre che solo in parte riescono a descrivere la reale portata dell’opera. Per questo, alcuni attivisti del comitato, prima dell’inizio della conferenza stampa, hanno installato un facsimile in scala 1:1 della sezione della condotta, permettendo così, alle persone presenti, di poter vedere con i propri occhi la dimensione reale dello scavo previsto.
Inoltre, come è stato più volte ricordato, la realizzazione di quest’opera, determinerebbe la definitiva morte dell’ecosistema del fiume Mis, già fortemente compromesso a causa di un'altra grande centrale idroelettrica che ne sfrutta la portata più a monte. Ma, il Mis è solo uno dei tanti esempi di sfruttamento insostenibile dei fiumi del bacino idrico della Piave. Il 90% delle sue acque sono già attualmente artificializzate per scopi idroelettrici e irrigui e questa nuova centrale, la così detta Camolino-Busche, andrebbe ad intaccare in parte quel ultimo 10% di acqua rimasta libera di scorrere nel proprio alveo. Per questo motivo, in difesa dei fiumi bellunesi, il comitato aveva promosso una petizione popolare nella quale si richiedeva una moratoria alla realizzazione di nuovi impianti idroelettrici nel territorio bellunese e la messa in discussione delle vecchie concessioni. Le 9000 firme raccolte però, sono rimaste nascoste nei cassetti dell’amministrazione provinciale, totalmente snobbate dal presidente leghista Bottacin, che come per la questione del prolungamento dell’autostrada A27, è disposto a svendere il proprio territorio a qualche speculatore senza scrupoli. Per questo il comitato ha indetto per venerdì 15 alle ore 15:30 un presidio in consiglio dove sarà discussa la questione relativa alla nuova centrale Camolino-Busche.
Infine, la conferenza stampa, si è conclusa con una bellissima iniziativa di una trentina di canoisti che con i propri kayak hanno disceso il fiume Mis , con in testa lo striscione “Stop alla sfruttamento dei fiumi”.








Giovedì 1 luglio presso il centro civico di Sospirolo (BL) alle ore 20,30 si terrà la presentazione del progetto di un nuovo mega impianto idroelettrico voluto da una società mista composta al 51% da ENEL e al 49% da En&En (cordata di imprenditori e industriali bellunesi). Si tratta di un progetto che interesserà i comuni di Sospirolo, San Gregorio, Santa Giustina e Cesiomaggiore. Sono previsti 11 Km di condotta in galleria di 5,10 metri di diametro (anche con transiti vicini a centri abitati) fino a 100 metri di profondità con inghiottitoi e finestre realizzate anche con esplosioni,una vasca di carico di 2000 mq e di 8,30 metri di profondità;portate derivate di 50 mc/s, l’acqua del fiume Mis intubata e restituita a Salmenega (l’energia elettrica messa in rete con un elettrodotto ed una centrale costruita in campagna a Zaetta). Per realizzare l’opera si caveranno 400.000 metri cubi di materiale trasportati in aree di stoccaggio da definire e all'impianto ghiaie di Busche.
Siamo di fronte all’ennesimo tentativo da parte di pochi speculatori di mercificare la poca acqua rimasta nei nostri fiumi.
Un eco-mostro, un ennesimo attacco alla dignità del nostro territorio!
Questi “nuovi” predoni dell’acqua sostengono che la centrale coprirà quasi totalmente il fabbisogno energetico della provincia di Belluno, ma si dimenticano di ricordare che nel nostro territorio produciamo già più energia di quanta la popolazione ne consuma e che il bacino idrico della Piave è attualmente il più artificializzato d’Europa con il 90% delle sue acque già utilizzato per scopi idroelettrici e irrigui.
I nostri fiumi hanno già dato! Adesso basta!
Per questo, saremo presenti all’incontro con un presidio a partire dalle ore 20, per ricordare la contrarietà di migliaia di cittadini bellunesi che hanno firmato una petizione nel quale veniva richiesta una moratoria alla realizzazione di nuovi impianti idroelettrici nel nostro territorio.
Contro coloro che vogliono svendere la nostra terra!
Basta speculazioni sui nostri fiumi!
Non mancare!


Comitato acqua bene Comune,Ufficio per gli stili di vita in montagna Diocesi Belluno-Feltre, WWF, Italia Nostra, Federconsumatori Belluno, LegAmbiente, Centro Internazionale Civiltà dell'Acqua, Pas Per Altre Strade, Comitato Prà Gras, Ass. Tina Merlin, Mountain Wliderness, CGIL Belluno, Samarcanda, Gruppo Natura Lentiai, Ass. Amici della Bicicletta Belluno, ANPI, Ass. Volontariato Confini Comuni, Ass. Culturale Magazzini Prensili, Ass. Per Sospirolo, Comitato Aivanostra, Csa BL.itz, Gruppo Acquisto Solidale El Ceston, Centro Missionario diocesano di Belluno-Feltre, Auser Belluno, SPI Belluno, Amici di Beppe Grillo Belluno, Acli, Libera, Agesci, Beati costruttori di pace, Rete AltroVe, Confederazione Italiana Agricoltori Belluno, Arci, Mani Tese, Unione Studenti